giovedì 3 ottobre 2013

30.09.2013 - Giroingiro del Bolettone


Domenica mattina. Il cielo plumbeo che pare bloccare ogni aspirazione alle grandi altezze. Le pioggia che cade fine, quasi a lavare gentilmente le pelli e le anime dei corridori. E alla fine il Bolettone, un confortante trapezio che dal Triangolo Lariano osserva placidamente tutto quanto accade nella pianura brianzola.
Al di là delle licenze poetiche, giornata autunnale in Lombardia: temporale si/no/forse con l'atmosfera alla Twin Peaks tipica di questo periodo e di questo luogo. Non che sia un novità, ma alla fine di settembre si spera sempre in qualcosa di meglio, complice anche la temperatura gradevole persistente.
Sei i Bocia alla partenza: in realtà Capitan Brambilla è in versione capitano non giocatore per i postumi di un fastidioso infortunio. Gli altri verde vestiti sono il Luca, la Barzyna, la Chiara e il neo acquisto Williams.




L'approccio alla gara è importante: il tracciato si sviluppa, come d'uopo, intorno al Bolettone, montagna di profilo trapezoidale riconoscibile dalla Brianza, per un totale di quasi 11 km con 300 metri di dislivello positivo.
Partenza ai quasi 900 metri dell'Alpe del Vicerè, nel Comune di Albavilla: la spedizione arriva in assoluto anticipo e nel riscaldamento salutiamo facce note mentre ripassiamo il percorso: Baita Patrizi - Bocchetta di Molina - Sentiero dei Faggi - Bocchetta di Lemna - Capanna Mara e ritorno all'Alpe.

La partenza avviene all'ingresso dell'Alpe, alla sbarra dei parcheggi. Non ci tengo a rimanere davanti, visto il primo pezzo in salita, quindi rimango intruppato in mezzo e mi do come compito quello di correre finchè ce n'è, o per lo meno finchè quelli davanti non si piantano.
Primo passaggio alla Baita Patrizi, dove il meteo e il profumo di pino nel caminetto mi tentano follemente, ma la pioggia mi risveglia dal torpore simil natalizio (polenta, dove sei?) e continuo a correre ormai fradicio.
La salita, per lo più dolce, si fa impegnativa e riprendo uno ad uno i fuggiaschi, lasciando indietro Williams, Il Luca e la Barzyna, mentre la Chiara è già molto più avanti. Arrivato alla Bocchetta di Molina, tento di bere il the caldo del ristoro, ma è talmente ustionante che riesco solo ad assaggiarne un sorso.

Il Sentiero dei Faggi è tendenzialmente pianeggiante, quindi si può correre su una sorta di tappeto morbido eppur compatto. Peccato che il cielo plumbeo e il soffitto alberato impediscano di vedere bene gli ostacoli: la pioggia copiosa poi ha ammorbidito troppo il fondo, con scivoloni e capitomboli a profusione. Puntualmente freno (e frano) su una pietra liscia trovandomi con le chiappe per aria, poi proseguo sino alla Bocchetta di Lemna ad un buonissimo ritmo di 5'/km. Al punto di controllo mi chiedono come stia, indicandomi la mano: vedo allora il sangue raggrumato, postumo della caduta.

Tempo di passare Capanna Mara e sono a ridosso della terza donna (prima Chiara e seconda l'Ale Arcuri): inizia la discesa e rallento: il fondo di pietra è fondamentalmente viscido e nonostante le Scott Grip E-Ride, partono gli improperi e le scivolate. L'inframezzare del fondo coperto con lo sterrato peggiora la situazione e nonostante tutto riesco a procedere a 4'20"/km, tentando di evitare troppi rallentamenti.
Mi supera Il Luca, che mi fa da traino, solo che la storta alla caviglia sinistra, precedentemente in agguato, arriva, facendomi fermare. Riprendo piano piano e giungo, dopo un po' di sorpassi assortiti ai miei danni, all'Alpe, chiudendo 66° in 1h04'52" (dalla 48a posizione occupata a Capanna Mara).
Noto, con non poca sorpresa, che la lista degli infortunati è bella lunga e la giornata non ottimale ha sicuramente contribuito.

Almeno Chiara ha vinto: un ottimo viatico per la Como - Valmadrera. Il Luca ha chiuso 49°, la Barzyna 95a (al rientro su una gara impegnativa) e Williams 122° frenato da un'infiammazione al ginocchio. Personalmente, storta a parte, ho messo un po' di forza nelle gambe, scoprendo un percorso molto interessante per i futuri allenamenti. L'estate in Val di Giust, i richiami con gli "ondulati" e il San Primo stanno pagando :)

lunedì 16 settembre 2013

15.09.2013 - Mezza di Monza


Mezza di Monza, aria di casa. Eccomi qui, a raccontare aspetti di una gara che non mi aspettavo così positiva e ricca di spunti.
Prima di tutto, il crono: 1h32'27 in RT (1h32'44" in tempo assoluto) per la 416a posizione su 2739 partecipanti (ritirati esclusi). PB agguantato per 35" e posizione più che ragguardevole, dopo il travaglio dell'anno scorso (660° su 2742 con 1h36'46" RT - 1h37'10" TA), nonostante il traino dell'amico Stefano Camisasca.

Squadra che vince non si cambia: il percorso 2013

Quest'anno è tutto diverso: l'amico Pier parte in prima griglia, con l'ambizione di ridurre il suo personale a 1h26', mentre il Nic, pur partendo con me (seconda griglia), tenterà di stare sotto l'ora e mezza. Le gambe rimangono dure, un po' meno di ieri, ma è comparso il temibile squaraus, spauracchio di tutti i corridori.
Arrivo in griglia, la temperatura è ottimale: nuvole minacciose, la leggera pioggia scesa all'alba ha rinfrescato il clima, qualche refolo di brezza. Nulla a che fare con il clima torrido di Seregno (14 aprile).
Mi preparo alla partenza, entrando in griglia: si avvista Linus, che poi prende posizione in terza griglia, mentre man mano si affolla il ring delle singole gabbie (altro che Stramilano!).
Pronti, via!
Partenza decisa, sin troppo, con Nic che mi precede per 4 km, poi mette il turbo e scompare dalla mia vista. Io mentalmente sono carico, quindi non mi preoccupo, se non per arrivare vivo alla fine: le gambe girano e spesso mi trovo sui 4'10"-4'15", quindi le speranze di racimolare un buon tempo non svaniscono con il trascorrere del percorso.
Ad un certo punto mi ritrovo a fianco un ragazzo (ugandese, questo lo saprò dopo) che corricchia (come se stesse andando a prendere un caffè) a 4'05"-4'10" al km. La tenuta di questo atleta è geniale : maglia della Stramilano 2013, pantaloni in triacetato, cappellino, occhiali da sole e bottiglia di gatorade in una mano... per fortuna non si allena se no scenderebbe sotto le 2h40' in maratona :)
La gara scorre liscia, curo molto lo stile per evitare inutili dispersioni di energia, mentre i sottopassi li affronto senza forzare la discesa (lezione 2012). Nel frattempo non piove, ma il clima rimane fresco, favorendo la prestazione: taglio i 10 km ufficiali in 43'27" (il GPS me li ha anticipati in 43'09") e mentre mi avvicino al 12° km, sento qualche lieve problema addominale, che viene comunque gestito senza particolari affanni.
Resisto strenuamente con i 15 km tagliati in 1h05'26".
Al 19°, dopo l'ultimo sottopasso XL (da viale Mirabello sino alla Parabolica), mi affianca l'amica Ombretta Riboldi, portacolori della Daini di Carate: ne sortisce un dialogo surreale, che se non fosse per il chilometraggio sin lì percorso, sarebbe stato degno di Zelig. Minigiro di boa ("quest'anno non c'è? Strano!" E compare magicamente) e via dentro in Autodromo per l'ultimo chilometro e mezzo: tengo il passo della Ombry, le gambe ahimè perdono di efficienza, tuttavia con lo spunto dell'ultimo chilometro, riesco a chiudere in 1h32'27", ben 35" in meno di Seregno.
Tempo di ripescare il materiale dall'amico Fabio Rossi (mastro di chiavi dell'Autodromo), poi mi ricongiungo a Pier, che ha tagliato il traguardo in 1h26'20 RT, 154° assoluto con PB incluso e ci rifocilliamo un attimo, parlando delle sensazioni provate lungo il percorso.
Nic, lo saprò successivamente, ha chiuso in poco più di 1h30': evidentemente la gita di ieri in Grigna l'ha un po' sconquassato.
L'amica Jennifer, nonostante la durezza delle gambe (per lei questa gara è stata una tappa intermedia verso Cremona e Busto) ha chiuso in 1h36'32 RT, 21a donna e 675a in assoluto.
Nel frattempo incrocio anche altre facce note come Ivan Galimberti (contentissimo per il suo PB) e Max Teruzzi, in missione per la prossima Monza - Resegone.
Tempo di andare a casa e sdraiarmi sul divano, oggi me lo sono meritato...

sabato 14 settembre 2013

Aspettando la Mezza di Monza



Devo essere sincero: correre a casa mia, tra Autodromo e Parco, è sempre un'emozione forte. Tra le tante facce amiche, il percorso è tanto famigliare quanto impegnativo e il periodo si presta ad un esame fisico e di coscienza, dopo le vacanze lavorative, con le gambe ancora appesantite dai saliscendi della Val di Giust.
Eppure l'ultima domenica i 18 km della Corrilambro di Verano Brianza (ottimamente organizzata dai Bocia e dai Marciacaratesi) hanno dato riscontri positivi: il personale è stato limato di ben 3 minuti, con gli ultimi 6 km corsi al fianco di "Baguette" Sala (dell'Euroatletica 2002), titolare di un bel 1h24' sulla Mezza.
La settimana è trascorsa senza troppi sbalzi: a differenza dell'anno scorso ho attentamente dosato le energie, evitando di accumulare resistenza e velocità in giorni consecutivi. L'anno scorso questo sbaglio mi costò la preparazione, tagliandomi le gambe ancora prima della partenza.
L'unico errore è stato arrischiarmi in una partita a 7: quando ho visto un mio compagno di squadra chiedere il cambio (con me in porta), ho capito che la serata avrebbe preso una piega pericolosa. Per fortuna  il solo prezzo da pagare (ad una partita molto intensa, tra l'altro) è stata una mezza storta, prontamente guarita con arnica e ghiaccio.
A tutt'oggi, sabato 14, le gambe sono ancora un po' durette, nulla di che, sarà difficile limare il personale, tanto più che il percorso presenta un paio di punti in arrampicata (i sottopassaggi della Sopraelevata): quel che arriverà, andrà comunque bene, visti i prossimi appuntamenti chiave a Cremona e a Busto Arsizio.

martedì 6 agosto 2013

04.08.2013 - Fraciscio - Angeloga

Poche gare mi attirano come la Fraciscio - Angeloga. Gara non competitiva, aperta a tutti, 700 metri di dislivello distribuiti (male) su quasi 4 km di percorso nella Valle della Rabbiosa, laterale della Valle Spluga. Una volta era una cronoscalata, ma le stringenti regole FIDAL e gli appetiti degli atleti di punta hanno convinto gli organizzatori (il GP Valchiavenna) a mutare la pelle della gara, spingendo sull'aspetto non competitività (per lo meno a parole) della manifestazione.
Per me correre, camminare e correre ancora dalla Chiesa di San Rocco sino al Rifugio Chiavenna simboleggia l'inizio delle vacanze: nella Val di Giust che puntualmente mi accoglie come figliol prodigo e che mi vede ospite per 3 settimane a scarpinare per monti e per valli.
Ma veniamo alla gara vera e propria: percorso duro, ma non durissimo; si parte dietro alla Chiesa nel ridente paesello di Fraciscio (noto per aver dato i natali al San Luigi Guanella) alla quota di 1340 metri s.l.m., si passa per il vecchio sentiero che conduceva a Le Soste (1420 mt) , immettendosi per la carrozzabile che costeggia la Rabbiosa, torrente locale che ha modellato la Valle: quando finisce il terreno corribile, si passa alla camminata veloce su per il sentiero che conduce alla Piana di Angeloga, ove si può ricominciare a correre. Ad onor del vero, qualche atleta corre comunque per tutto il percorso, ma non rientro nel novero, ahimè.
In questa domenica d'inizio agosto, baciata da un fantastico sole, mi sistemo sulla linea di partenza, nelle primissime posizioni. So già che dopo pochi istanti (e nonostante la mia voglia di correre), cederò molte posizioni: il mio allenamento montano è stato pessimo (solo 6 uscite quest'anno, gite comprese) e poche ripetute su per la salita del Saint Georges Premier non possono certo compiere un improbabile miracolo. Tuttavia non posso rischiare l'imbottigliamento come nelle passate edizioni, e sulla linea di partenza, accanto a me non trovo solo amici locali, ma anche altri Bocia con i quali condividerò queste ferie: sfortunatamente, sono decisamente più allenati di me!
Si parte alle ore 10.00: solita fiumana di pazzoidi che si inerpica su per le viuzze di Fraciscio, e per una volta riesco a giungere sano e salvo all'aggancio con la strada per le Soste. Intravedo i primi (tra cui Jason Statham Vavassori) e corro finchè posso, venendo interrotto ben prima del Sasso di Garibaldi, che segna 1/3 circa di gara. Ad occhio e croce dovrei essere nei primi 50, calcolando che i partenti sono ben più di 150. Affronto i tornanti del Calvario in apnea e quasi alla fine, prima della Pizzeta inizio a sentire dolori agli addominali, come già alla 10k di Seveso. Giocoforza rallento, il mio ritmo è stato a lungo sotto soglia e con quest'andatura ridotta affronto la Ganda, ultimo ostacolo prima della Piana. Una volta possibile riprendere la corsa, attacco furiosamente e recupero posizioni su posizioni, attestandomi a ridosso dei primi 40. Con uno sprint degno di miglior scenario recupero gli ultimi due concorrenti e mi classifico 39°, con il tempo di 42'05", che va a migliorare di 10" il mio personale, datato 2011 con ben altro allenamento nelle gambe. Claudio, Davide, Chiara, Lele e Carlo mi precedono, ma non troppo :)
Una degna conclusione per questa gara e che promette bene per la Camineda in programma tra una settimana.

lunedì 5 agosto 2013

Obsolescenze programmate

"Una volta durava tutto di più"

I migliori pensieri nascono dalla corsa: mentre ero a faticare sul cavallo di San Francesco, mi sono accorto dell'irreversibile stato di deterioramento delle mie scarpe: messe sempre peggio, le calzature (un paio di di Saucony Jazz 16) arrivano a una durata massima di 400 km (contro i 600-800 preventivati). 
Scartabellando tra i vari forum, mi sono reso conto che il problema deriva da un errato consiglio del negoziante (per la serie trust but verify - fidarsi, ma verificare) che mi ha indirizzato su una scarpa tipologia per corridori lenti e leggeri (ossia persone sotto i 70 kg, sopra ai 5'/km); un'ulteriore ricerca ha aggravato i miei sospetti, scoprendo che le Jazz 16 raramente raggiungono i 600 km.
Ma vi è di più (per dirla da avvocato :) ): le altre marche, salvo lodevoli eccezioni, sono nello stesso ordine di risultati, stando a quanto sentito e letto sui forum.
E allora?
La risposta (obsolescenza programmata) mi ha colpito negativamente, ancora più dell'ignoranza colpevole dell' (ex) amico negoziante: rientra tutto nel ciclo del capitalismo-consumismo, ergo se la suola durasse 1000 km, le vendite sarebbero minime. Nella stessa logica si collocano telefonini e pc, che a ogni sfornata, aggiungono nuove caratteristiche, rendendo obsoleti (ma a piccole dosi) i prodotti precedenti. Ancora più simile il discorso con gli elettrodomestici che a ogni tot si guastano (lavatrici, lavastoviglie, forni e fornetti): ne emerge una considerazione ancora più inquietante, ossia che la nostra proprietà è "a tempo".
Quindi i produttori, più che venderci le cose, dovrebbero farci sottoscrivere dei leasing o dei contratti di somministrazione a medio-lungo termine. Sarebbe sicuramente un modo più onesto di dichiararci schiavi :)

PS. Mentre scrivo, le varie case produttrici di scarpe da corsa lanciano modelli sempre più evoluti... ma la durata?

domenica 23 giugno 2013

22.06.2013 - Monza-Resegone

"L'emozione della discesa dal palco della partenza, le centinaia di mani e manine che si protendono per darti il cinque, gli incitamenti, il colore delle lampade nel buio della notte: questa è la Monza - Resegone"



Se a qualche corridore si chiedesse quanto tempo occorre per preparare la Monza Resegone, probabilmente vi risponderebbe 2 mesi o più: 40 km, di cui gli ultimi 8 in decisa pendenza non sono uno scherzo.
Alle 19.11 di sabato 23 giugno 2013 sono tranquillamente a Monza, in Piazza Roma, sotto l'Arengario e sto chiacchierando con gli amici di Affari & Sport quando ricevo una chiamata da Davide Brambilla, mio collega di fatica nei Bocia: "Ciao Kolza, abbiamo un problema" "Dimmi Davide, devo accompagnarvi in bici?" "Ehm no, ti andrebbe di fare la gara con Maurizio (Borgonovo alias il Presidente ndr)? Il terzo ha avuto un'intossicazione alimentare"
A quel punto, io, che già stavo cercando una scusa per non fare la Monza-Resegone 2014, mi trovo catapultato nella mischia. Nello stand chiedo parere ai presenti (Daniella Viccari e Moreno lo Sciamano), i quali mi invitano ad accettare. Detto fatto, chiamo casa per far preparare un piattone di pasta (in bianco), due fette di bresaola del Panatti e vai con il cambio d'abito.
Le perplessità sulla mia tenuta non sono solo mie, essendomi sciroppato già 15 km nella mattinata dopo una settimana lavorativa nell'Urbe: il Presidente però promette ritmo blando (5'30"/km) e il terzo, il buon Massimo Barzaghi, si accoda volentieri, di fronte alla concreta prospettiva di dover dare forfait prima della gara.
La partenza è uno spettacolo e la discesa dalla pedana avviene in mezzo a due ali di folla come neanche la NYC Marathon :) : il primo km è un affollarsi di mani che si protendono a dare il cinque, tanto che quando si arriva all'incrocio tra Via Vittorio Emanuele II e la mini-circonvallazione (dove inizia Via Lecco) si tira quasi un sospiro di sollievo.
Si chiacchiera bene, con i ciclisti (Stefano e Vito) che ci affiancano: Villasanta, Arcore, Usmate, Osnago, Cernusco e ancora Osnago arrivano prim'ancora di stancarsi. La compagnia ci lascia allo scoccare del 20° km, così al traguardo della mezza (tagliato in 1h48') nei paraggi di Merate, ci seguono solo gli scooteristi, tra cui Sasha.
Lo scollinamento nella Valle dell'Adda avviene senza particolari scossoni: ogni tanto Massimo ci avverte che stiamo procedendo troppo velocemente e quindi rallentiamo. Il pubblico presente, comprese le macchine in fila, ci applaude e incita infondendoci nuova energia.
La traversata dell'Adda all'altezza della diga di Olginate mi dà l'occasione per un pitstop: riagguanto subito dopo i miei compagni, ma l'inizio della salita in Calolzio coincide con il primo calo nel gruppo.
Mi sento le gambe a 1000, ma ben presto mi richiamano all'ordine gli altri due componenti della squadra: Max sembra avere una crisi per l'inizio della salita e io tento di stemperare la tensione con svariate battute. Purtroppo non ho l'effetto sperato e dobbiamo fermarci, dopo un inesorabile rallentamento :(
Giungiamo ad Erve dopo che la Squadra B dei Bocia ci ha superato all'imbocco del Paese: superiamo il cancelletto in 3h44' e dopo un breve consulto lasciamo Max alle cure dei sanitari presenti in loco. Il Pres ed io continuiamo verso Capanna Monza: ancorchè fuori classifica e con le gambe indurite dalle troppe soste, superiamo molti concorrenti, in quello che pare un girone dell'inferno dantesco.
Dopo qualche minuto, con le fide Ravenna 4 ai piedi (delle normali A2, non scarpe da montagna!), le gambe ritornano a girare e grazie alle spinte del Maurizio, riesco a sprintare su per Pra' di Ratt (senza bisogno di dirlo, mai visto sinora!). Nonostante qualche ingorgo di troppo, raggiungiamo Capanna Monza in 1h17', con un crono totale di 5h01'. Nel mentre mi rimangono impresse in mente le immagini della serata, tra cui Michele, Andrea e Stefano (Affari & Sport) costretti a fermarsi alla Bocchetta di Pra' dei Ratt per esaurimento delle forze.
All'arrivo in Capanna mi ricordo delle parole dell'Angelo Galbusera: c'è chi va a sinistra e chi va a destra, ossia se vuoi cedere e vai nel Rifugio a riprenderti con i paramedici o (come nel mio caso) a cercare generi di conforto per ritemprarsi dalla faticaccia.
E' stata dura, ora che sono seduto, me ne rendo conto: la mia vita (podistica) è cambiata qualche ora fa. So che nei prossimi giorni sarò devastato, ma per ora le endorfine fanno il loro sporco lavoro e la fatica non mi fa compagnia. Incontro tante conoscenze, mando messaggi a casa e agli amici. Osservo la luna e riposo un po'. La discesa arriverà poi, per ora conta essere arrivati... ci rivedremo nel 2014!

lunedì 13 maggio 2013

11.05.2013 - Running Day @ Saronno



Questa gara non parte da Saronno, ma sul Cornizzolo, per il mercoledì sera d'allenamento con gli altri Bocia d'altura: vista la scarsa tenuta delle mie giunture, mi munisco di cavigliere. Buona compagnia e ritmo discreto, ma lungo il pianoro di collegamento tra Civate e Suello la caviglia sinistra si storta. Probabilmente la cavigliera stessa ha compromesso la propriocezione dell'arto, con il conseguente mancato aggiustamento in corsa. L'infortunio, comunque, si dimostra momentaneamente leggero e mi permette di seguire i miei compagni, sebbene con qualche minuto di ritardo. Sulla via trovo diversi corridori in allenamento, tra cui altri Bocia, e altri munsciaschi belli carichi. Alla fine chiudo la Direttissima da Suello e tra i pratoni torniamo verso Civate, dove raggiungiamo il resto della compagnia. Mentre siamo in pizzeria, mi rifornisco di ghiaccio all'uopo e presagisco il gonfiore della caviglia.




I giorni seguenti sono impegnato in Autodromo, nella Sala Stampa, per il Campionato Mondiale di Superbike: il tempo libero lo trascorro tra ghiaccio, argilla e arnica, che in alchemica mistura confezionano il mezzo miracolo di restituirmi abile e arruolato per il Running Day, anzi Night, dell'11 maggio in Saronno.
La gara cittadina, della lunghezza complessiva di 10 km, si disputa su tracciato cittadino molto nervoso, ricco di curve, da percorrere per ben due volte. A fronte di ciò, il clima non risente del caldo odierno, anzi sembra che ci sia un temporale in arrivo (tanto per cambiare). Dopo la gara di Seveso del 25 aprile, oggi l'obiettivo di giornata è portare a casa la pelle (magari con una media accettabile), in attesa del Cornizzolo Vertical.
L'organizzazione è efficiente, sul sito si trovano tutte le indicazioni con mappa, quindi arrivo, parcheggio e mi cambio al volo. Ci sono facce note, da GG dei Bocia, sino ai miei ex colleghi Marciacaratesi, oltre a qualche amico habituè di Affari & Sport. Rimango concentrato sul riscaldamento, quindi pronti, partenza, via! Il tracciato effettivamente è nervosissimo, le prime curve sono molto chiuse e i tagli sui marciapiedi sono obbligati, io parto contratto, il timore di aggravare l'infortunio è sempre presente. Noto che le gambe girano, e nonostante il GPS malandrino, il crono lo dimostra.
La serietà dell'organizzazione si vede anche dal numero dei ristori: ogni 2.5 km (2 a giro) in luogo dell'unico presente in quasi tutte le manifestazioni. Il profumo di costine e salamelle (all'altezza del 3° km) mi fa stringere lo stomaco :'(
Tornando alla gara, il ritmo del primo giro è sui 4'13" (lontano dalla soglia di 4'05") per un parziale di 21'06". Attacco quindi con maggior decisione, la caviglia tiene e dopo vari sorpassi tento di stendere le gambe in progressione, superando il Paolino poco prima del traguardo.
Il secondo giro va ancora meglio a livello di gambe, un po' meno con lo stomaco: continuo al ritmo di 4'13"-4'14", recuperando su avversari che a Seveso ho visto nello specchietto (il verde trio delle atletiche GdF), ma che qui mi sfuggono per un nonnulla. Va bene così - mi dico - meglio non forzare. Alla fine chiudo (con sprint finale) in 42'22" (Tempo Reale) con un Tempo Assoluto di 11" in più: 223° in totale (su 545) e 35° nella mia categoria (MM35). Alla fine incrocio i soliti noti, tra cui la mente della Cittiglio-Vararo Davide Passeri, Francesco Merisio, il GG (52° in 37'22"), la VicDaniela e Stefano Ripamonti (ottimo 6° classificato), con cui domani ci sarà il Cornizzolo Vertical!