mercoledì 18 giugno 2014

Monza - Resegone: Impressioni prima della partenza

Proprio tu, ma non dovevamo vederci più?

Mancano meno di 100 ore alla mia seconda Monza Resegone: le gambe indolenzite chiedono pietà per i tanti km sin qui percorsi, mentre i ricordi riaffiorano quasi come se non fossero mai andati via. L'anno scorso ero in piazza Roma a Monza, cercando una scusa per non sobbarcarmi l'edizione 2014, quando in maniera del tutto inaspettata mi sono trovato a gareggiare con Maurizio e Massimo.

Quest'anno la terna Bocia si è delineata ben presto, anche se VJ ha dovuto dare forfait a causa della temibile ResegUp: una distorsione alla caviglia l'ha traumaticamente costretto alla defezione, lasciando me e Clod alla ricerca di un sostituto, poi fortunatamente trovato.

Man mano che si avvicina l'Arengario con le sue inesorabili lancette, le emozioni crescono di ritmo: ripercorro il tracciato con tutte le mezze maratone (incluso il personale trevigliese di 1.30), sino all'ultimo lungo nella terra furlana, con la dolce compagni di Elisa, passando per tanti, troppi diecimila di pura sofferenza. Nel mezzo tante facce e tanti luoghi, non ultima la cavalcata serale sul San Primo che mi ha regalato inaspettati incontri sulla via del ritorno.

Alla fine gli ultimi ricordi si mettono a fuoco per bene: sabato, di ritorno da un matrimonio, mi sono tuffato nel giro urbano, a cavallo tra Biassono - Vedano - Monza e Lissone; serata piovosa con tanta gente in giro ad aspettare l'esordio mondiale dell'Italia in terra brasiliana. Nel mentre tanta acqua, qualche incontro casuale (Giacomo Fossati in assistenza ad un amico incidentato), ottimi riscontri cronometrici e la vittoria con l'Inghilterra.

Alla fine ho capito di dovermi riposare: persino il corto di ieri (il famigerato Dosso a Dosso) è stato affrontato stancamente. Le gambe vanno messe in freezer sino a sabato sera, a riscaldarle ci penserà la folla...

giovedì 5 giugno 2014

30.05.2014 - Corsa delle Cascine @ Villasanta e 31.05.2014 - Milanino sotto le stelle @ Cusano M.

Doppio appuntamento sui 10k per questo fine maggio 2014. Tra Villasanta e Milanino è stata una dura scelta, anche se gli eventi in realtà erano diversi (Mezzago, Concorezzo, Bergamo) visto che la stagione si sta ampliando come offerta e condizioni meteo.

Nel mio caso ho optato, già come l'anno scorso, per un 1-2 da stendere un elefante, prendendo questo bis come sorta di allenamento ad alta intensità per la Monza - Resegone, in programma per il 21 pv.
Ora come ora partiamo... ulteriori considerazioni a breve!

Via con il resoconto...

30.05.2014 - Corsa delle Cascine @ Villasanta

Meteo clemente, senza la pioggia preventivata, per questo diecimila in terra brianzola. Da buon munsciasc trapiantato a Biassono non posso esimermi, data l'alta densità di amici, conoscenti e rivali sportivi. Memore dei passati travagli in quel di Monza, mi concentro sul riscaldamento, in compagnia dei Bocia e dei Banditi: le gambe non sono al massimo, in settimana le ripetute sui 2000, 1000 e 500 non hanno dato i frutti sperati, quindi le aspettative sono rivedibili al ribasso. Ciononostante sono qui, ormai in griglia, in compagnia di Lorenzo, Anny, Mongu e il rientrante (per vari motivi) dagli USA Gig. Gli altri Bocia (GG, Chiara, Luca e Brambo) sono davanti, già pronti allo scoppio di pistola.

Bum! Scatto totale del gruppo, che mi costringe ad un primo km in 3'45" (!). Una partenza folle, solo mitigata dal secondo km in 3'54" e dal terzo in 4'06": il tracciato, da ripetersi tre volte, dopo un giro di lancio, esige il suo dazio e io al terzo km perdo di vista la canotta verde di Chiara. Già al 5° km tornano i timori di Monza, quando sento il criceto aggirarsi nella pancia.
Fortunatamente riesco a contenere il problema, e anche se la sprintosa Daniela Gilardi (3a donna, che chiuderà in 40' e spiccioli) fugge, conduco l'andatura di un piccolo gruppo che include Marcella Giana, 4a donna al traguardo e pretendente per il podio. Fortunatamente reggo sino alla fine ad un ritmo decoroso: 4'12", 4'06", 4'11", 4'13" e 4'06" sino agli ultimi chilometri, dove regolo la concorrenza e l'umidità con due non irresistibili 4'12" e 4'11". 

Chiusura in 41'23" (41'18" RT) per l'87° posto (su 246 partecipanti), non male, date le premesse e lo svolgimento. Parlando di classifiche: 5° posto nel gruppo Bocia: 1° l'inarrivabile GG (21° assoluto in 36'43"), 2° St. Ambros (38'22" per il 40° posto), 3° il Brambo (40° in 38'53") e 4a la Chiara (66a classificata e 2a donna in 39'38"), ma davanti all'oriundo Andrea (184° in 46'58"); Tra i Banditi conquisto la medaglia d'argento, a quasi due minuti da Lorenzo (61° in 39'32"), mentre Mongullo (142° con 43'52") regola per il terzo posto il già menzionato Andrea e Annalisa (193a in 47'26").

Alla fine c'è tempo per doccia, pasta party e saluti finali... i Banditi si aggiornano a domani per Milanino sotto le Stelle e a lunedì per la Quatar Pass Adree al Lambar.


31.05.2014 - Milanino Sotto Le Stelle

Archiviata la partita di Villasanta, tesa ma con riscontri discreti, mi avvio verso Milanino. La parte meno nota di Cusano è un piccolo gioiello architettonico, sulle cui peculiarità hanno scritto in molti: un quartiere giardino che ora mantiene una sua connotazione nell'ambito della conurbazione a Nord di Milano.
Questa sera si disputa una dieci km ancora più tesa di Villasanta: giro di lancio e poi doppio giro per Milanino: le numerose possibilità di taglio consentono temponi, tuttavia è mia politica evitare i marciapiedi, salvo casi di stretta necessità.

Dei Bocia sono l'unico presente, mentre per i Banditi sono in compagnia del Mongullo, unico altro pazzoide a tentare l'accoppiata con Villasanta: tra i partecipanti noto anche Simone Procacci, giusto per rimanere in tema di frequentazioni corsaiole; numerosi gli assenti, ma in questo ponte con il 2 giugno, sono tante le gare sui 10 km: oltre a Villasanta, stasera ci sono Mezzago e Bergamo, mentre domani Concorezzo. A seguire tapasciate e ecomaratone.

Il mio riscaldamente è tragicomico, non riuscendo ad allungare come voglio: fortunatamente m'impongo di partire in "progressione", ossia accelerare man mano che le gambe si scaldano, superando i malcapitati, giusto per evitare una condotta di gara come quella di ieri.
Così è: il Mongullo parte a mille, mentre lo recupero dopo qualche centinaio di metri, mi accorgo che le gambe girano bene e che devo frenarmi per evitare di strafare: passo 262° il primo traguardo (1.30 km) in 4'07" di media, mentre al secondo (5.25 km) porto la media generale a 4'06": m'incarto solo al terzo giro, quando percorro gli ultimi 4.75 km a 4'13"/km, passando sul traguardo in 182a piazza con un discreto 41'42" RT (42'03" TA).

Non male per questo raddoppio. Nei prossimi giorni ci saranno solo allenamenti finalizzati alla Monza - Resegone.

Classifica Milanino Sotto le Stelle
Traccia GPS

domenica 1 giugno 2014

17.05.2014 - Monza 10k Chrono



Il primo appuntamento casalingo dell'anno è sempre denso di significato: prima della Monza-Resegone (tra poco più di un mese) e della Mezza di Monza (a metà settembre), il salotto buono della Brianza ospita una serata di corsa, basata su un doppio giro da 5 km con curve e concorrenti affilati a scandire secondi, posizioni e maledizioni assortite.
Cosa potrebbe andare storto, viste la mia indiscussa monzesità, la mia preparazione e la presenza di Elisa? Banalmente, un buonissimo gelato artigianale da Pallino mangiato alle 16 e la tensione pre-gara mi hanno mandato in panico l'intestino, costringendomi ad un'inaspettata sofferenza.

Meglio procedere con ordine: incontro e riscaldamento con tantissimi amici e conoscenti e già visito il bagno mobile; mi schiero in griglia, il GPS non prende e non riesco a non pensare alla sosta post gara. Ma il giro "da paura", com'è? Partenza in Piazza Carducci (presso l'ex Motta), passaggio dietro all'Arengario per poi svoltare su Via Carlo Alberto (salita leggera); freccia a destra in Via Francesco Frisi per sbucare su Via D'Azeglio e rigirare in Via Aliprandi, svolta a dx su via Gerardo dei Tintori, fino a Via Vittorio Emanuele, si tiene la sx e si arriva sino a Via de Gradi, dx e dx ancora in Via Talamoni, per poi sbucare tramite via traverse in Area Cambiaghi, dove con un lungo giro a U, c'è anche una postazione mobile di raffreddamento (sicuramente evitabile). Si gira a U sul Lambro tra Spalto Piodo e Spalto Isolino per poi risalire decisamente verso Piazza Duomo: svolta a sx su Via Italia fino in fondo e poi via Manzoni, tutta e oltre, sul tracciato delle vecchie mura, arrivando all'incrocio con Via dei Mille/Via Dante dove ci si rituffa verso il centro lanciandosi in Piazza Carducci: ultime svolte intorno al Liceo Zucchi e poi si transita dall'arrivo. 

La mia gara è stata da subito travagliata: partenza affollata (un eufemismo) e dopo neanche il 20% (ero al km 1.5) inizio ad avvertire il criceto nel basso ventre: stringo le chiappe e tengo botta, anche se i commenti, fotografici e non, si sono sprecati ("ti ho visto un po' pallido", quello più gentile). Alla fine il risultato, 43'21", è stato da incorniciare (230° su 690), perchè di sti tempi e condizioni tenere i 4'20"/km  è un risultato eroico, alla Dorando Petri. E ora? Scaricata la tensione, si punta a Villasanta e Cusano Milanino, per le 10k di venerdì 30 e sabato 31 rispettivamente.

Anche se, tra allergia e caldo incombente, è tutta un'incognita. In attesa della Regina delle incertezze: la Monza Resegone!

Tracciato Ufficiale (no GPS)
Classifica Monza 10k

10.05.2014 - Saronno Running Day

Certe gare nascono male e proseguono peggio: bisogna essere saggi e raccogliere ciò che arriva, serbandolo come esperienza conquistata a caro prezzo.



La Saronno Running Day normalmente si presta a buoni riscontri: un tracciato veloce q.b. (2 giri da 5 km) che purtroppo rispetto all'edizione 2013 è stato modificato innalzandone il chilometraggio, tanto da non vedere omologato il risultato all'interno di Fidal.it.
Secondariamente ho caricato sin troppo nei due giorni precedenti: nell'ordine si sono succeduti un'escursione notturna sul Cornizzolo a precedere il Vertical dell'8 maggio (salita e discesa con scarpe da passeggio!), una sessione in palestra e gran finale di sabato mattina con 20 km in bici (dopo mesi di astinenza) ad accompagnare i Banditi Anny e Mongullo.
Contro le gambe di legno a poco è valso il mio animus pugnandi: al netto delle deviazioni (500 metri in più alla fine), il crono è stato impietoso, fissando su uno scarso 43'41" la mia condizione fisica. Il mio crono virtuale di 41'39" sarebbe stato comunque poca cosa rispetto alle prestazioni sulla Mezza e almeno superiore di due minuti al potenziale sui 10k, tanto più che la posizione finale (145° su oltre 350 partecipanti) lascia adito a qualche rimpianto.
Ma tant'è, finalmente sono riuscito a conoscere altri podisti di Running Forum (lo StePo su tutti, con i suoi racconti relativi alla MCM) e ho rivisto l'Ale Galbiati (prossimo iscritto di RF) e consorte, con i quali mi sono dato appuntamento al giorno dopo per il Memorial Marco Casati nel Parco.
L'indomani, con gli ultimi 5 km percorsi a 4'30" senza affanni, sono riemersi un po' di rimpianti per la gara di Saronno, anche se l'appuntamento con Monza mi lascia ben sperare.

Tracciato (No GPS)
Classifica Saronno Running Day

venerdì 2 maggio 2014

21.04.2014 - Brianza Double Classic

Pasquetta bagnata, corsa fortunata? Chissà, intanto è un fradicio 21 aprile che mi vede, di ritorno da Sassari pronto alla lotta nella Brianza che conta, tra Besana e dintorni. Non si accettano nè scommesse nè tapascioni :)



La Brianza Double Classic è la Gara di Pasquetta: 18.250 metri da corrersi in coppia, con partenza scaglionata ogni 20". I corridori girano su un percorso ad anello, partendo dal centro sportivo di Besana (loc. Montesiro), transitando tra Correzzana, Lesmo e Gerno, imboccando la salita del Fossati (Canonica Lambro) verso Tregasio e poi svoltando alla ricerca del punto di partenza, su quella maledetta pista d'atletica.



Visto il successo personale dell'anno scorso (chiusura in 1h21'09" per Galli-Colzani e 80° posto assoluto, nonché primi Bocia), quest'anno ci ritento, in coppia con il compare di società Stefano Cordoni, più noto agli amanti dello ski roll che a quelli podistici. Il socio è reduce da un paio di giorni travagliati causa febbre, io invece torno da 15 giorni trascorsi in Sardegna tra lavoro e corsa (sullo sterrato dell'Ippodromo): le mie gambe ancora dolgono, sia per l'allenamento sia per la necessità di una sosta dall'osteopata.




Numero 124 per me: a fronte del precedente 103, significa che i miglioramenti sulla mezza mi hanno arretrato nella griglia di partenza a rovescio. La lista dei partecipanti è notevole (almeno 5 coppie possono darsi battaglia per la vittoria finale, avendo registrato PB ragguardevoli sulla mezza) e non pochi Bocia ci contenderanno il "titolo" nella Double. Faccio in tempo a vedere qualche partenza, tra cui Cecilia e Ale in via di recupero verso le distanze nobili, Claudio e lo sventurato compagno (Federico), Jennifer con la sua nuova livrea (il rosso MMT) poi mi metto in coda sulla pista d'atletica... Pronti, partenza, via!

Partiamo leggeri sulla salita che conduce a Montesiro, superiamo la coppia precedente per venire poi superati da quella immediatamente successiva (che si assesterà su un 1h17' di tempo finale), arriviamo al cimitero in scioltezza (svolta a 1.6 km in 7'40"), senza particolari problemi. Il meteo è inclemente e partono scrosci improvvisi di pioggia.
Il primo transito problematico (Valle del Pegorino) viene affrontato senza patemi, così arriviamo sparati a Correzzana (4.1 km in 18'25"). Lì il discesone ci fa guadagnare parecchio, con il compare che allunga così tanto da saltare la locale rotonda percorrendola sull'erba (!). A quel punto capisco che lui ne ha molto più di me, già mi sento le gambe poco reattive sulla discesa, con il tibiale sinistro moderatamente dolorante.

Sfrecciamo per Lesmo (7 km in 30'05"), poi deviamo verso Gerno, dove superiamo un'altra coppia sulla discesa che affianca Villa Gernetto, ormai deserta. Lì il fresco si fa sentire per bene, ma non ho particolari inconvenienti, si rallenta sul pavè (8.8 km in 37'15") per poi svoltare a destra e immettersi sulla provinciale per Triuggio, fianco a fianco con il Lambro bello carico per le ultime piogge. Ingresso a Canonica con amico che ci rifornisce al volo (9.8 km in 41'40") e via sulla salita del Fossati a 4'50"/km di media con Stefano che va via ogni volta che può accelerare, ormai ingarellato verso Tregasio, al culmine del nostro sforzo.

Al Sacro Cuore (12.2 km in 53'10") ci supera Pietro Colnaghi, che si trascina il suo stanco compagno (Montanari, per la cronaca): mi accorgo, dalle poche parole scambiate, che a fiato sto benissimo, ma le gambe sono alquanto indolenzite. E' segno evidente che qualcosa non va, nonostante sia carente di salite, montagnine e non e sebbene a Sassari mi sentissi abbastanza in forma.
A Tregasio, la svolta a sinistra è affrontata in scioltezza (13.5 km in 59'25") e possiamo iniziare la "culla" che ci porterà ad affrontare la Valle della Brovada con vicino arrivo al Centro Sportivo: inizia la discesa (14.8 km in 1h04'40"), attraversiamo la Brovada per poi iniziare l'infinita salita da Pobiga a Casaglia, che mi spezza definitivamente le gambe.
I nostri occasionali compagni di percorso ci seminano (arriveranno comunque dietro di noi di 50", essendo partiti due minuti prima): a Casaglia passiamo in 1h15'31" (17.1 km) e mi preparo all'ultimo km con l'apparente vantaggio della discesa.

Intravedo le strutture adiacenti al campo di calcio, ma il percorso, pur in pendenza, è accidentato: pista ciclabile, coppie che rallentano davanti, doppia svolta in mezzo ai parcheggi e poi il ghiaietto prima della pista d'atletica. Quando atterro sul tartan si risveglia in me il 400metrista che fu e sprinto in perfetto stile olimpico (=l'ossigeno stava esaurendosi) chiudendo gli ultimi mille metri in 3'45" per un totale di 1h20'15". 55" in meno rispetto al 2013, 68° posto (in luogo dell'80°) e primi Bocia al traguardo (a 4' minuti la coppia C. Galli/F. Pascale con un discreto 1h24').

Alla fine, tra i marziani hanno vinto Rizzi e Palamini del Gruppo Alpinistico Vertovese con il fantascientifico tempo di 59'53", lasciando i secondi (Vaccina e Pessina) a un minuto (1h00'52"); il podio è stato poi completato da Ba e Tahary in 1h02'01", mentre Colnaghi e Montanari hanno chiuso in quinta posizione..
Proprio il Rosso (Pessina), parlando del Tommy (Vaccina), ha detto: "io arrancavo, ma lui sembrava in visita pastorale, salutando a destra e a sinistra, poi ogni tanto si voltava e mi chiedeva come stessi". E se lo dice uno che in mezza fa 1h10', ne ho da correre ancora :)

Percorso con traccia GPS

Classifica Generale (PDF)

Aggiornamento: Il giorno dopo sono passato dall'osteopata, il quale non solo mi ha steso rimesso in piedi, ma mi ha anche fatto notare lo stato di carico delle mie gambe e si è meravigliato non poco del crono finale. Ciò premesso, ho poi trascorso una piacevole settimana in compagnia della classica influenza primaverile (o era solo allergia?): che dire? Ho saltato le gare/tapasciate del weekend (concedendomi solo una gitarella sabato su Bolettone+Palanzone) con rientro per il 10 p.v. a Saronno. Restate sintonizzati!

giovedì 17 aprile 2014

Fattore K: Il margine di miglioramento (1.1)

Solitamente uno dei concetti più in voga nel mondo del podismo è il "margine di miglioramento": quante volte mi sono sentito dire che potevo e dovevo migliorare, magari da perfetti sconosciuti, in quella grande scuola di atletica che è il Parco di Monza? Troppe. Purtroppo troppo spesso ho lasciato cadere questi suggerimenti, mentre solo qualche rara volta ho raccolto le briciole di saggezza, andando a rimpolpare la mia "podistitudine".

Per capire cos'è il margine di miglioramento, bisogna innanzitutto contornare la questione, definendo alcuni concetti di base. Nella mia concezione da scienziato dilettante (beati gli anni del Liceo, con tre esami di matematica e uno di chimica - esami di riparazione), visualizzo il concetto in un grafico cartesiano, mettendo nelle ascisse (asse X) l'età e nelle ordinate (asse Y) il crono inverso (ove, al salire del valore, il tempo cronometrico in realtà scende) esattamente come qui sotto:



A questo punto disegniamo due curve: la prima è il nostro potenziale, ossia il tetto massimo teorico delle nostre prestazioni, destinato ad essere sfiorato, ma mai toccato; la seconda è la nostra prestazione effettiva, che descrive i nostri rilievi cronometrici reali: si noti che le due curve salgono da un minimo, arrivano ad un picco (orientativamente al meglio delle capacità psico-fisiche - virtuali e reali - dell'atleta) e scendono con l'età:


La differenza tra Potenziale ed Effettivo è il tanto sospirato Margine (di miglioramento): la prestazione sportiva degrada naturalmente dopo una certa età, sebbene in maniera diversa a seconda della professionalità o meno dell'atleta. Sembrerà paradossale, ma il decadimento prestazionale è più marcato proprio nel professionista che nel dilettante, per una serie di ragioni, di seguito celermente descritte.

Nel primo caso le due curve (P e E) sono quasi aderenti, in quanto l'atleta viene seguito e monitorato costantemente da uno staff variegato: allenatore, nutrizionista, psicologo, fisioterapista, medico, con la collaborazione intensiva della casa produttrice di scarpe.
Il margine di miglioramento rimane sempre minimo (deve esserlo, altrimenti l'atleta sarebbe un'eterna promessa) rispetto alla prestazione effettiva: l'unico palliativo è "distendere la curva", quanto più possibile, ossia tenere alta la curva potenziale (e consequenzialmente quella prestazionale). In tal senso, si veda il caso di Danilo Goffi, che a 43 anni suonati, ha finito la Maratona di Milano in 2h17'. Per considerazioni più approfondite, rimando al blog di Orlando Pizzolato, e più precisamente al post "Quel Che Ho Perso".

Nel secondo caso (l'atleta dilettante), il punto di vista muta: a fronte di un potenziale naturalmente digradante dopo il picco d'età (anche se è sempre possibile "distendere la curva", con qualche difficoltà in più rispetto ai professionisti), i miglioramenti possono aumentare e il margine rimane sempre alto. Nel mio caso, ho iniziato a correre agonisticamente nel 2011 (a 35 anni), completando la mia prima Mezza Maratona (Alpin Cup) in 1h41'10": nel 2014 (Mezza Maratona di Treviglio) ho corso a ridosso dei 90' (1h30'18"), limando in poco più di 30 mesi 11'.
Da queste considerazioni discende un quesito solo apparentemente ingenuo: da cosa dipende questo miglioramento? Solo dalla corsa intesa come allenamento fisico? Evidentemente no, visto che ho iniziato a correre quotidianamente nell'ormai lontano 2003, dopo oltre un decennio di calcio e un altro di basket e altri sport. Indubbiamente il fatto di avere praticato sport impostati anche sulla corsa mi ha agevolato da un lato, ma dall'altro mi ha affossato: gli sport sopra menzionati sono "di contrasto" e si sviluppano anche su altre abilità (la tecnica su tutte), pertanto non sempre la corsa viene curata come dovrebbe; In particolare lo stile è tutt'altro che efficiente, dovendo in primis l'atleta preoccuparsi di difendersi dagli avversari; secondariamente, i numerosi contrasti di gioco comportano svariati infortuni con strascichi alquanto fastidiosi.

A riprova di ciò, le mie prestazioni sono migliorate proprio quando ho iniziato a curare molto di più il mio stile di corsa (grazie all'involontario aiuto di Mario Ruggiu), seguendo un percorso "riabilitativo" personalizzato da osteopata e fisioterapista, studiando posturologia e propriocezione, svolgendo esercizi particolari (la famigerata "tavoletta" e il salto della corda). Così facendo il maledetto margine si è assottigliato, grazie all'incremento della curva prestazionale. Più o meno così:




Ulteriori miglioramenti sono possibili, magari tagliando sport di contrasto, differenziando la tipologia di allenamenti, svolgendo esercizi di allungamento alla mattina e alla sera, migliorando la qualità del cibo. Insomma, per quanta strada si è percorsa, ce ne sarà sempre altrettanta da correre e in tal senso mi è maestro il sempre verde Angelo Ripamonti (classe 1942) :)

lunedì 7 aprile 2014

30.03.2014 - Mezza Maratona di Seregno

Seregno, 30.03.2014: 21 km in 1h31'03", 142° su oltre 600 partecipanti. Parto dalla fine per descrivere questa gara un po' particolare, che raggruppa in sè ben 3 eventi: la già citata Mezza Maratona, la 60 km e la prestigiosa 100 km, valevole come Campionato Italiano, oltre alla Straseregno (non competitiva) sulla doppia distanza di 6 e 12 km. Una giornata di sport in festa che vede oltre 2000 persone per le strade brianzole.

Per si tratta della seconda partecipazione per le strade di Seregno, ma, a differenza dell'anno scorso, quando vi fu un'improvvisa (e improvvida) giornata d'estate, la temperatura è decisamente più mite. Per lo meno, non siamo nel mezzo di una stagione monsonica (Primavera 2013) e qualche giornata di sole è pure transitata da queste parti, abituandoci a poco a poco ai 18°-19° C.

Venendo al dato statistico vero e proprio, rispetto all'1h33'03" del 2013 c'è soddisfazione per i 2 minuti in meno: tuttavia l'1h30'18" di Treviglio fa trasparire un po' di perplessità, visti i 45" in più. Certo potrebbe aver contribuito la fase iniziale del percorso nel centro di Seregno, tanto arzigogolato quanto scenografico: i gruppi ancora numerosi e i cambi direzione potrebbero aver reso difficile tenere il ritmo dettato dal pacer d'eccezione Pier, in allenamento per la prossima Milano City Marathon e bisognoso di contenersi al 4'20"/km (alla fine il ritmo sarà di 4'19"!).

La fredda cronaca, al di là di quanto detta il cronometro, è diversa: Condizioni personali non perfette (ma quando mai lo sono, mi verrebbe da dire) mi suggeriscono di tenere un ritmo abbordabile, nonostante ci sia la tentazione ritoccare il PB sotto i 90': la preparazione settimanale è stata contenuta, con regime alimentare controllato dalla cuoca-manager Elisa e uscite centellinate per evitare carichi estenuanti. Pier, come già detto, si offre di fare da pacer: le condizioni per abbattere il muro ci sono tutte.

Ieri sono venuto a ritirare il pettorale e il pacco gara: è stata un'occasione per ritrovare svariati compagni di corsa, tra cui i Banditi (Annalisa e Lorenzo) e i Bocia (Stefano e GG). Sensazioni pregara a buoni livelli (la miracolosa adrenalina), vedremo cosa dirà il crono.
Il programma è partire tranquillo, chiudere in crescendo e dimenticando precedenti debacle. Dall'affollato inizio il Caronte Pier mi guida, dove il serpentone passa per la Porada: a differenza dell'anno scorso non si nota la differenza di temperatura all'ingresso nella cittadina. Non ho alcuna difficoltà a reggere il ritmo e soprattutto sono quasi stupito dal tracciato, che mi pare quasi nuovo: l'anno scorso dovevo essere veramente in bambola.

Oggi invece continuiamo ad un ritmo molto buono e via via risucchiamo molti podisti dinanzi a noi: i seregnesi (o seregnaschi) sembrano paciosi e assorti nella domenica mattina, salvo qualche eccezione. Ci sono persino svariati fan ai lati della strada, oltre alle famigliole assiepate in centro a godersi scampoli di sole.
Nel nostro giro per Seregno arriviamo al cimitero e poi entriamo in Valassina: reggo bene il saliscendi sulla impercettibile quanto inesorabile salita che accompagna, come pista ciclabile, la SS36. Bella continuazione, incrocio anche Claudio Galli in bici (che mi incita a suo modo :) ) e i "ragazzi del 10° km" (Angelo Ripamonti e la sua banda) che provvedono al ristoro. Tempo di incrociare pure il Bocia Moioli e svolto al "giro di boa" (siamo in realtà quasi al 13° km), che sancisce la nostra uscita dalla Valassina verso la campagna tra Verano e Giussano.

A questo punto riesco a vedere la canotta del collega Bocia Stefano Cordoni (prossima vittima sacrificale della Double Classic) e grazie alla spinta costante del Pier (che non perde occasione per fare due chiacchiere con compagni di sventura e per chiedere indicazioni ai volontari) lo supero nel breve volgere di un chilometro: il già campione del mondo di Ski Roll mi informa che è "partito a 3'55"/km" e che ha "chiuso in 40' i primi 10 km", salvo poi mollare dopo il 12° km. Successivamente il malcapitato chiuderà in 1h32'.

Io e Pier teniamo botta, salvo al 15° km quando sembro averne un pelo di più, ma poi mi accodo per tenere tutto negli ultimissimi km. Rientriamo nella Porada, sembro perdere qualche metro ma alla fine riesco a concludere in accelerazione, schiantando gli ultimi due concorrenti. Stanchezza... ma poi tutto svanisce quando mi salutano gli amici al traguardo, tra cui la Mandress Family, VJ Mallia e l'Ombry Riboldi.

Nel frattempo mi informo sulle classifiche che contano: medaglia d'argento sia nei Bocia (1° l'inarrivabile GG, 3° Stefano, poi altri tre Bocia alla loro prima mezza!) sia nei Banditi dal Sushibar (1° Lorenzo a 20", 3° Mongu e 4a Annalisa). Tra le varie conoscenze in ordine sparso: Fabietto chiude in 1h38' alla prima Mezza (dopo avermi seguito per 12 km), Ivan dell'Avis Seregno (provato dalla Maratona di Roma) giunge in 1h36', mentre il maratoneta Max Teruzzi finisce in 1h34' ("ma no, vado piano, c'è la MCM settimana prossima"). Menzione d'onore per il "dentista volante" Schiavolin, che si accontenta di un onesto 1h33', dopo aver macinato altri 10 km in vista di Milano. Personalmente porto a casa il secondo 1h31' dell'anno, con la consapevolezza di avere due tentativi (per scendere sotto i 90') prima dell'estate. Per tutto il resto ci sono i 10k, con il muro dei 40' da abbattere. Ora mi attendono i fisioterapisti dentro il PalaPorada.