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giovedì 20 novembre 2014

16.11.2014 - 8a Maratonina di Crema

"Non c'ero e se c'ero, non ho visto niente". Io invece c'ero e ho visto abbastanza per finire qui la mia stagione 2014 e programmare quella 2015.




Un anno fa avevo concluso Cremona con la ferma intenzione di attaccare a Busto il limite dei 90'; la mia forma calante e qualche acciacco mi avevano dissuaso, preservandomi da deleteri infortuni. In qualche modo mi ero tenuto in allenamento, fungendo da pacemaker per l'amica Veronica e la sua prima mezza, all'Alpin Cup di Sesto S.G. Quest'anno (dopo l'1h37' di un mese fa) non sono stato così saggio, e anzichè tapasciare con calma e tranquillità, mi sono incolonnato verso Crema al fine di ritrovare lo smalto perduto.

Alla conta dei partecipanti, i Bocia e I Banditi si sono presentati numerosi, con ampia partecipazione di supporter e paramedici: per un totale di 4 macchine in partenza da Verano e dintorni. Ad invogliare la folta pattuglia il percorso piatto (simile a Treviglio), il meteo clemente e la temperatura non troppo alta; con queste previsioni non era azzardato prevedere un miglioramento del mio PB post Mo-Res, ma la settimana precedente avrebbe dovuto ispirare prudenza. 

Le esondazioni, locali e non, hanno limitati gli allenamenti, mentre il giovedì sera il toboga della Costaiola con i Bocia ha lasciato qualche ripercussione sulle mie giunture.
Alla fine, la gita in riva al fiume Serio ha consentito di ammirare un quadro d'altri tempi: tante terre allagate grazie a Lambro, Muzza e Adda. Arriviamo nel disastrato parcheggio della stazione di Crema, e, dopo le necessarie operazioni preliminari, ci scaldiamo sul percorso, in attesa della partenza, fissata alle 9.15! La temperatura effettivamente è buona, ma il percorso, così scopriamo dalle prime chiacchierate, presenta 4 cavalcavia (3 di cui 1 da fare 2 volte).

Pronti, partenza, via: il Mongullo e il Vigarazz scappano come in una 10k, mentre io focalizzo la pacer dei 95' come obiettivo di giornata; le curve per uscire dalla città si susseguono e così la folla in movimento, che impedisce sprint, costringendomi a uno snervante slalom. A differenza di Cremona, ho un valido aiuto nel cronometro, anche l'aggravio segnalato nei primi 500 metri non è di buon auspicio.

Successivamente riesco a tenere un ritmo accettabile, di poco inferiore ai 4'30"/km, superando il Mongullo e poco dopo i pacer dei 100': purtroppo la collega dei 95' rimane avanti a me di un buon 200 metri, costringendomi ad una rincorsa decisamente improba per le mie condizioni. 

Ai 10k transito in pco più di 45': il crono di per sè sarebbe buono (visto il mio transito a CR in 45'13") ma le mie gambe paiono perdere lucidità, probabilmente per l'acido lattico accumulato giovedì. Passo poco oltre il 14° km (con relativo ristoro) e devo iniziare a rallentare, nell'aperta campagna cremasca: un esperto podista dell'Avis Treviglio davanti a me sembra accusare il problema, rallentando l'andatura. Per un paio di volte sono costretto a scartare di lato e a corricchiare, vedendomi superare da svariati concorrenti.

A circa 2 km dall'arrivo finisco per essere superato pure dai pacer dei 100 minuti e da Mongullo che rimane attaccato a loro, nonostante la faticaccia di Busto di soli 8 giorni prima: riesco a infilarmi in scia, giusto per  qualche centinaio di metri, con l'obiettivo di terminare poi in totale surplace nel centro di Crema. 

Purtroppo l'ultimo km (segnalato dal cartello dei 20) non sembra arrivare mai, tanto che il GPS mi regala 350 metri in più: mentre supero l'attempato collega trevigliese, ho pure il tempo per sentire le provocazioni di un minus habens locale (a cui rispondo con un "to agne" molto furlano :) ) che si diletta a insultare i podisti ormai esausti. Finisco in crescendo strappando un 1h39'13" RT, proprio dietro agli allegri pacer.

La classifica generale mi vede 621° su 1360 podisti, ritirati esclusi. Non malissimo, per come si era messa, in stile Colico 2014. Negli spogliatoi si sentono commenti molto coloriti... a proposito delle docce ghiacciate. Peccato, perchè la genuina atmosfera e la maglia di cotone sintetico potevano essere sufficienti a tornare, mentre con oggi rimane un grande punto interrogativo su Crema 2015.

Da oggi lunedì 24 ricomincia la preparazione, in vista dei traguardi del 2015. Questa settimana, in attesa del 10k di Peschiera Borromeo, sarà di scarico moderato impegno.

Tracciato GPS
Classifica 8a Maratonina di Crema

martedì 21 ottobre 2014

19.10.2014 - XIII Maratonina di Cremona


Cremona, città delle 3 T, città di liutai, calciatori e attori... Cremona, città della maratonina di metà ottobre :)




Se le gambe non vogliono andare, non vanno: dovrei sempre tenerlo a mente, ma ci ha pensato il mio corpo a ricordarmelo già a Monza e a Udine. Se poi penso che 12 mesi fa, in ottime condizioni di forma, limavo il mio personale, togliendo 1 minuto e mezzo al già pesante PB di Monza, sicuramente il morale non raggiunge vette inaspettate.

La settimana è filata via liscia, con il Bocia-giovedì a Verano. Invece sabato anticipo tutto e tutti, arrivando a Cremona (anzi, Ziano Piacentino), dove tra una gita in città e il ritiro del pettorale, trovo un clima non molto autunnale, con temperatura decisamente sopra la media stagionale. Vado a dormire (non prima di essermi dimenticato a casa il fido GPS!) e al risveglio, alle 7.30, tocco la scighera in maniche corte, con 15°C. Al punto di partenza (h. 9.00) i gradi sono 19° e l'umidità palpabile.

Nel solito marasma pre-gara, riesco a incrociare gli amici di Running Forum e dell'AVIS Seregno, ma di un eventuale orologio sostitutivo nessuna traccia, nonostante gli appelli in Rete. Pronti Partenza Via!

Lo spunto iniziale è buono, e la gamba gira intorno ai 4'30"/km, nonostante il solito affollamento iniziale a rallentare pesantemente l'andatura. Nelle gambe sento ancora il giro di giovedì, in cui ho tirato i colleghi Bocia ad un'andatura non proprio rilassante.

Al 5° km, riesco a tirare le somme, carpendo il parziale nell'umidità che pare proprio non mollare. Incrocio un paio di ragazzi della Santi di Nuova Olonio, con cui scambio quattro chiacchiere sul meteo in Val di Giust, poi vengo raggiunto da Jennifer, che deve stare sul medio e quindi mi semina.
Al 10° km sono intorno ai 46' (tempo assoluto, quindi 45" secondi sopra il mio RT), ma subito dopo l'amara sorpresa: J è a lato della strada per un pit stop non previsto; tempo di recuperare e le suggerisco di chiudere i 15, per poi aspettarmi e chiudere insieme la mezza.
Al 12° km J è definitivamente ko: solo dopo saprò che si è fermata ed ha chiuso con un'amica molto più tardi.

Al 15° km mi sento ancora bene: la Lisunada di due settimane fa mi ha confortato, al netto di fatiche successive. Al 16° inquadro un atleta vestito da fatina: decisamente una fatica improba, ma che ha fatto sorridere parecchie persone, nella gara e sul percorso.
Al 18° km sono sull'1h23' , con il cronometrista a controllare l'andamento dei concorrenti: il passo è di 4'36" km, se reggo sino alla fine, posso scendere agevolmente sotto l'1h37'. Mentalmente reggo bene, anche se le gambe mi paiono dure; il ciotolato e il pavè amplificano la fatica e i rumori, tra vigili angeli custodi e auomobilisti impazienti: l'ultimo km lo percorro quasi in trance, salendo leggeremente verso la Piazza del Duomo e tagliando il traguardo con soddisfazione.

Riesco a trovare subito Elisa, mentre il deposito borse è un girone dantesco; solo più tardi vengo a sapere del crono finale di 1h37' netto, che rimane poca cosa rispetto all'anno scorso ma che, in relazione alle ultime due disastrose mezze, pare un buon passo in avanti. Un altro mattoncino verso il 2015.

domenica 7 settembre 2014

L'estate dei lumaconi

E' finita, finalmente. Non l'estate canonica, ma quella tipicamente brianzola basata sul calendario autodromico, vero cuore pulsante munsciasco. La stagione inizia  con le Superbike (prima settimana di maggio) e termina  con le Formula 1 (prima/seconda settimana di settembre), che preludono al rientro a scuola. 

Quest'anno l'assenza delle SBK ha interrotto la magia e di bel tempo se n'è visto poco: non è stato un semplice ritardo, quanto un segno funesto del meteo a venire. Dieci soli giorni di caldo (a giugno) sembravano preludere a abbronzature epocali, ma la troppa pioggia ha monopolizzato il cielo per settimane intere, lasciando nel buio più totale intere dinastie di meteorologi. 

In compenso una nuova specie ha preso possesso delle strade e dei sentieri, dalla pianura alle alpi: i lumaconi; non quei soggetti, spesso imbarazzanti, che giocano a fare i playboy, quanto gli originali gasteropodi striscianti per terra: quest'anno ce n'è stata un'abbondanza mai vista, segno di umidità a livelli stellari. A peggiorare la situazione, la loro non commestibilità, in quanto privi di guscio.

Tuttavia, di un agosto piovoso come non mai, rimangono i ricordi delle poche gite in Val di Giust: Elisa ha divorato sentieri e chilometri, riposandosi con i consueti eccezionali panorami; peccato per l'acqua presa, con soli 4 giorni (su 16) di bel tempo.

In compenso, mentre scrivo dalla Sala Stampa dell'Autodromo, mi sovvengono nuovi interrogativi: il simbolo della Paramount richiama più il Cervino o il Monviso? Qual è il fine della tariffa bioraria (per l'energia elettrica)? Montezemolo verrà defenestrato dal prossimo cda della Ferrari? C'è tempo per rispondere...

lunedì 15 aprile 2013

14.04.2013 - Mezza di Seregno



Un anno fa a Seregno si correva il Campionato Mondiale dei 100 km, evento internazionale con un florilegio di campioni. Quest'anno, invece, manca l'investitura sovranazionale, nonostante l'organizzazione di primo livello e il patrocinio delle pubbliche Autorità. Ergo sono pochi gli atleti di punta presenti, sia alla 60 che alla 100 km.
La corsa più partecipata della giornata non è un'ultramaratona, ma l'evento "di contorno", ossia la Mezza, che vede allineati i fondisti di pregio (e meno pazzi). Si, ci sarebbe anche la tapasciata collaterale (6/12 km) per grandi, piccini e famiglie, ma rimaniamo focalizzati sull'evento cardine.

Sarà l'atmosfera di casa, saranno i numerosi fan, saranno gli amici, sarà che la gara, assenti la Chiara e il Brambo, vale da campionato sociale dei Bocia di Verano, ma tant'è.
Si riparte in tromba, dopo la Stramaledetta di Milano e dopo l'esaltantissima Brianza Double Classic, che tra le colline avite ha regalato un 82° posto alla coppia Galli/Colzani, i quali vogliono scendere sotto la fatidica soglia dell'1h30'.
Qui ahimè è una storia a a sè: non ci sono sconti, e lo capisco già dal clima caldo (20°C alle 9) per la metà di aprile; poco prima di partire mi tolgo la seconda canotta tecnica e rimango con l'unica -verde fluo - dei Bocia, canotta benedetta da Tommy Vaccina in persona.
Alla partenza i 6 Bocia si dividono per griglia virtuale: il Gianca si dirige subito verso i primi posti - acconciatura ad ananas inclusa - poi c'è il Luca, triatleta con "qualche problema" (così dice lui), la Barzyna, pronta a limare minuti sul PB ottenuto alla Stramilano e da ultimi rimaniamo noi Double Classici, pronti a sfidarci per il bronzo, a meno di clamorosi ritorni del Presidente, che dopo un bel 120 km in bici di sabato, ha deciso di presentarsi ugualmente al via.

Dicevamo? Ah già, pronti... partenza... via!

Il Luca scappa subito a ridosso dei primi, io tento di seguirlo, ma la folla è tanta (niente a che fare con la Stramilano, ovviamente), così decido di andare finchè ce n'è. Il Claudio è vicino, e il ritmo, tra le case della Porada prima e nel Parco poi, si tiene bene: inanello un 4'10" dietro l'altro, supero il Lollovic al 2° km, m'incarto contro l'arrembante Giulio Erba (che è rimasto nelle retrovie per aiutare un suo amico) e poi proseguo a fianco del predetto amico che si accompagna a coach in bici (Mario Ruggiu) con utili consigli che tengo in considerazione (visto il mio stile unico di corsa).  Chiudo quindi i primi 4 km in 16'30" e a ridosso il 5° km è completato in 20'45". Purtroppo il Parco della Porada finisce e in centro Seregno la cappa di caldo si fa presente, peggiorando decisamente con l'entrata in Valassina, dove la pista ciclabile si presenta come Death Valley e il Claudio mi supera. Il ristoro del 10 km è anelato come un'oasi nel deserto e mi accorgo della presenza del giovine Angelo Ripamonti, che risponde alla sua maniera ai richiami per i sali minerali (va' che l'è buna anca l'acqua!).

Il tracciato sulla SS36 è in leggera ma sensibile ascesa e, dato il palpabile caldo, vivo molto bene l'arrivo alla Cima Coppi di giornata - Paina fronte Saturn - . Nel mentre il Claudio è sempre davanti a me (circa 100 metri) e funge da utile indicatore per capire a quanto stiamo andando.
Si gira quindi a sinistra e su un falsopiano si rientra a Seregno, incrociando la tapasciata (in contromano): manca il rifornimento dei 15 km, che per ragioni logistiche è stato traslato al 17°. Nel mentre la fatica si fa sentire pesantemente, e Claudio pare aver perso la spinta, quasi piantato sulle gambe. Il caldo non fa sconti, così gli chiedo se ha bisogno di qualcosa, mi fa cenno di no e prosegue, seppure a ritmo ridotto, dopo il ristoro.

Ci siamo! Ultimi chilometri, la Porada è in vista e i cartelli, che mi parevano sfalsati rispetto al GPS, iniziano ad allungarsi. Quando entro sul viale di accesso e effettuo la deviazione tra i campi, il serpentone pare rallentare: è una mia impressione, sono io che sto continuando ad andare ad un buon ritmo, quindi aggancio e supero svariati concorrenti.
Alla ri-entrata sul viale mi sento come nella mia ascensione al Pizzo Stella: rumori ovattati, concentrazione massima su ogni singolo gesto . L'ultimo km, me ne accorgerò solo alla fine, è stato corso ad una media di 4'10". Il Gianca, già sul traguardo da mo', mi riferirà poi che sono giunto in trance, a cannone.

Io mi ricordo solo del bip del chip, la medaglia, il pazientissimo Roberto Mandelli (auguri!) che mi risponde, immortalandomi braccia al cielo per festeggiare il tempo di 1.33.03! Cammino qualche metro in avanti, poi mi guardo indietro per scorgere il Claudio, che finalmente arriva, stremato. Da quanto mi dice, ha toccato il muro, quello che i maratoneti toccano ai 35 km. E' scontento, pur avendo limato qualche secondo dal personale: anche lui pensava di scendere sotto l'1.30, ma con un caldo così improvviso è un ottimo risultato un crono sotto l'1.35. Nei primi il solo Nasef (vincitore con 1h07' e spiccioli) pare non aver sofferto la temperatura.

Mi avvio al ristoro e inizio innumerevoli chiacchiere con persone che non vedevo da mesi/anni: Pasteur (1h28' dopo la Maratona di Roma), il Conte (notevole la sua tenuta da Diabolik :) ), Max Teruzzi, Ivan #76 e tanti altri. Alla fine vado a docciare e ripenso che nonostante l'obiettivo, aver tenuto duro ed aver tolto ben 2 minuti in un contesto così provante, è la migliore delle soddisfazioni. Per tutto il resto ci saranno altre occasioni. Amen :)