domenica 28 settembre 2014

Doping: liscio, gassato o di Stato?

Quando il 6 agosto 2012 venne annunciata urbi et orbi la positività di Alex Schwazer, non pochi pensarono che fosse un caso isolato: a distanza di due anni, e dopo un certosino lavoro da parte della Procura della Repubblica di Bolzano, si è scoperto come non solo ci fosse una copertura a livello federale, ma anche che molti atleti svicolassero dai controlli anti doping. Decisamente peggiore risultava la risposta della FIDAL, che, a fronte delle reiterate irreperibilità, richiamava gli atleti renitenti con una banalissima lettera.

Della vicenda si è occupato il buon Claudio Gatti, giornalista del Sole 24 Ore, sul suo blog Gradozero, a cui rimando per una completa ed esaustiva analisi della vicenda Schwazer, con tutti gli annessi e connessi. In queste righe, vista la mole della materia, mi accontento di sottolineare alcuni aspetti, a mio avviso decisamente interessanti ma (ahimè) poco conosciuti al grande pubblico, lasciando sul sentiero qualche riflessione sparsa.

Uno dei pionieri nello studio e nella lotta del doping è sicuramente il tecnico e dirigente FIDAL Sandro Donati, che, nell'ormai lontano 1989, scrisse "Campioni Senza Valore"; nel libro, oggi purtroppo introvabile, l'autore prediceva che, in assenza di opportuni controlli, il doping sarebbe esploso non solo nel professionismo, ma anche nel mondo dei dilettanti, con ovvie ricadute socio-sanitarie. Ricadute? Certo, visto che la storia del doping non è costellata di soli successi, ma pure di morti sospette o ritiri prematuri (nel libro si fanno nomi e cognomi). E la Federazione? All'interno pochi vigilavano, molti minimizzavano, altri ancora spingevano (più o meno segretamente) per l'ingresso delle farmacie nei campi d'allenamento.

Nel 1998 un'espressione simile ("dobbiamo fare uscire le farmacie dai campi di calcio") venne utilizzata dal tecnico boemo Zdenek Zeman, che alla vigilia del campionato di serie A, opinò su alcune sospette "esplosioni muscolari" di giocatori tendenzialmente magri (Vialli e Del Piero) focalizzando le proprie dichiarazioni sulla Juventus (anche se in altre interviste non negò tali pratiche in altri società). Non si trattava di semplici voci di corridoio, ma solo a Torino il procuratore Raffaele Guariniello istruì un'inchiesta, conclusa con un patteggiamento (il dottor Giovanni Rossano, titolare della farmacia fornitrice della Juve) e un rinvio a giudizio (il dottor Riccardo Agricola, capo dello staff medico bianconero). Successivamente quest'ultimo si salvò in Cassazione, con l'annullamento delle assoluzioni via Appello e la contemporanea prescrizione dei reati per i capi d'imputazione. 

La lezione dell'affare Juve - Doping, al di là degli aspetti processuali (scomposte esultanze incluse), è che le pratiche mediche utilizzate a Torino erano la quintessenza del doping: usare su soggetti sani farmaci originariamente concepiti per la cura di patologie non è solo pericoloso, ma va a falsare le prestazioni degli atleti coinvolti, oltre a metterne in serio pericolo la salute. Basta pensare all'EPO (eritropoietina), che aumentando la densità del sangue (ematocrito), rischia di creare scompensi nei soggetti assuntori (segnatamente a carico del sistema cardio-circolatorio), 

A margine una nota personale: risulta strano che il dottor Agricola, illustre sconosciuto nel panorama accademico, sapesse cosa utilizzare e in che dosi: nella Medicina dello Sport (specialità in cui il medico bianconero è titolato) esistono protocolli derivanti da sperimentazioni, non bastando i semplici bugiardini. Non è azzardato ipotizzare la supervisione di qualche luminare, avvolto dalla morbida cappa dell'omertà. Non che la Juve sia o sia stata l'unica, anzi...

Tornando a Schwazer e all'omertosa cortina con cui è stato protetto dalla FIDAL, le sue lacrime in diretta TV mi hanno ricordato Marco Pantani, forse per le solite connessioni del dormiveglia o per le suggestioni dell'amico Bertazzi. E' notizia recente la riapertura dell'inchiesta sulla morte del ciclista romagnolo e gli elementi raccolti dalla Procura di Rimini fanno sospettare la chiusura forzata della prima azione penale.
La riapertura pare quindi dovuta, viste le numerosi voci dissonanti raccoltesi negli anni e soprattutto, vista l'ipotesi di reato (omicidio mediante somministrazione forzata di cocaina) che apre scenari inquietanti. Già, ma come si collegano le due vicende? Forse Pantani era diventato scomodo, soprattutto nel mondo delle due ruote, ove le apparenze ingannano (per usare un eufemismo). La notoria vicenda Armstrong ha insegnato parecchio in materia, con complicità ai massimi livelli: forse le lacrime e le parole di Schwazer sono da intendersi come a dire "ho fatto tutto io", "non indagate oltre, altrimenti mi fanno fare la fine di Pantani".
Venendo alla morale, gli utili del doping sono privatizzati (record, sponsorizzazioni, fama) mentre i costi sociali (vedasi terapia per alcune patologie indotte) ricadono sulla collettività: non solo per gli atleti di vertice, ma anche per quei tapascioni che in cambio di 5 minuti sul proprio personale si ingozzano di schifezze. Anche questa è una profezia di Donati.

domenica 7 settembre 2014

L'estate dei lumaconi

E' finita, finalmente. Non l'estate canonica, ma quella tipicamente brianzola basata sul calendario autodromico, vero cuore pulsante munsciasco. La stagione inizia  con le Superbike (prima settimana di maggio) e termina  con le Formula 1 (prima/seconda settimana di settembre), che preludono al rientro a scuola. 

Quest'anno l'assenza delle SBK ha interrotto la magia e di bel tempo se n'è visto poco: non è stato un semplice ritardo, quanto un segno funesto del meteo a venire. Dieci soli giorni di caldo (a giugno) sembravano preludere a abbronzature epocali, ma la troppa pioggia ha monopolizzato il cielo per settimane intere, lasciando nel buio più totale intere dinastie di meteorologi. 

In compenso una nuova specie ha preso possesso delle strade e dei sentieri, dalla pianura alle alpi: i lumaconi; non quei soggetti, spesso imbarazzanti, che giocano a fare i playboy, quanto gli originali gasteropodi striscianti per terra: quest'anno ce n'è stata un'abbondanza mai vista, segno di umidità a livelli stellari. A peggiorare la situazione, la loro non commestibilità, in quanto privi di guscio.

Tuttavia, di un agosto piovoso come non mai, rimangono i ricordi delle poche gite in Val di Giust: Elisa ha divorato sentieri e chilometri, riposandosi con i consueti eccezionali panorami; peccato per l'acqua presa, con soli 4 giorni (su 16) di bel tempo.

In compenso, mentre scrivo dalla Sala Stampa dell'Autodromo, mi sovvengono nuovi interrogativi: il simbolo della Paramount richiama più il Cervino o il Monviso? Qual è il fine della tariffa bioraria (per l'energia elettrica)? Montezemolo verrà defenestrato dal prossimo cda della Ferrari? C'è tempo per rispondere...

giovedì 3 luglio 2014

21.06.2014 - Monza - Resegone

Mi lu fada (Maglietta Monza - Resegone 2011)
Mi lu fada... anca mo' (Capanna Monza, 22 giugno 2014)



Si dice che non possa esistere una follia a due: per la Monza - Resegone non vale questa regola, visto che la follia deve esssere condivisa da tre pazzi podisti.
Così, alla sede dei Bocia, in una serata di sei mesi fa io, Clod (Claudio Galli) e VJ (Giovanni Mallia) ci siamo messi in testa di affrontare la MoRes, speranzosi di concludere la temibile gara nel segno del nostro anno di nascita (1976) coronato dalle biancoverdi tinte sociali.

Preamboli cabalistici a parte, la preparazione è proseguita in maniera sfasata, fino all'infortunio di VJ nella ResegUp, che ci ha fatto temere la defezione con conseguente ritiro dell'intera terna. Tuttavia, grazie alla rete di conoscenze di Clod, è stata approntata una sostituzione volante con il reclutamento dell'esperto Osvaldo "Ozzy" Bonacina, dei Daini di Carate Brianza, svariate MoRes nelle gambe.

21.06.2014 h. 20.00 Piazza Roma (Arengario) a Monza: c'è il mondo, mentre io sono con Elisa, accorsa dalla gelida Udine per sincerarsi sulle mie condizioni psicofisiche dopo la temibile 10K tenutasi per le vie del centro, il lungo nelle campagne furlane di 15 giorni fa e tanta tanta attesa. Per abbassare la tensione, il nostro trio si imbarca in un rapido giro di riscaldamento nelle strade circostanti, dribblando la movida munsciasca, e incontrando tanti compagni d'avventura, nuovi e vecchi amici. Un anno fa l'adrenalina mi teneva sospeso tra il sogno e la Capanna Monza, oggi invece posso riguardare indietro... e avanti con una certa serenità.

Tra chiacchiere e preparativi per la partenza, ci sistemiamo nella coda che porta verso il palco: scambiamo qualche aneddoto con i nostri vicini, tenendo presente che in questa gara l'unico rivale sarà il tempo. Arriva il nostro turno e vediamo le due ali di folla sotto il palco... pronti, via, anche nel nome di VJ, che qui viene chiamato suscitandoci un sorriso! Partiamo tranquilli, subito dopo il primo km, in cui diamo il cinque a diversi bimbi, più o meno cresciuti, e ci attestiamo sui 5-5'05"/km, ritmo peraltro morbido. All'altezza del cancello del parco (Villasanta) ci supera la terna favorita, targata Maxi Sport, che viaggia ad un ritmo impressionante. Noi, da par nostro rimaniamo ordinati, determinati a chiudere i 30 chilometri sino a Calolzio di buona lena, senza tuttavia strafare.

Personalmente la distanza non mi spaventa, lo farà sicuramente il passo dei miei compagni, che vedo molto pimpanti. E così è: dai primi chilometri il ritmo si fa incessante, mentre scorre il panorama, umano e non, della vecchia SS36: Arcore, Usmate, Carnate, Lomagna, con lunghi tratti nel buio, confortati solo dalla presenza costante di Ambros (Luca Santambrogio), nostro angelo custode a due ruote (fanaleria inclusa).

Arriviamo alla maxi rotonda di Osnago, inerpicandoci nel paese in festa per la locale sagra: facciamo in tempo a ricevere l'incitamento del folto pubblico, prima di rituffarci nella calda serata brianzola, tagliando per Cernusco Lombardone; Montevecchia sembra ad un passo, mentre entriamo in Merate e ci prepariamo per la collina che ci traghetterà nella valle dell'Adda.

Salita e discesa tutte d'un fiato, iniziamo a vedere l'altra sponda del fiume, rischiarata da una pallida luna: siamo a Calco, ormai è fatta, ci diciamo. Io inizio a soffrire per gli ischiocrurali, ma tengo botta pur di stare al passo dei miei compagni. I quali, notata la mia situazione, mi fanno tenere il passo della compagnia. E' un lenitivo che mi garantisce ulteriori chilometri di autonomia, anche se a questo punto è chiaro come la mia preparazione sia stata deficitaria.

Arriviamo ad Airuno e inaspettati giungono i miei genitori a tifare: prima in macchina e poi a Olginate. Nel mentre noi siamo nella "Terra di Nessuno" (cit. Ambros), coperti dal buio e dalle rare luci, in attesa della svolta verso il ponte sull'Adda: la mia situazione sta rapidamente peggiorando, incrocio con difficoltà pure i ristori, anche se mi tengo in moto per evitare crampi. E' la volta dell'attraversamento, sulla diga di Olginate: arrivati a Calolzio, il giro è cambiato per lavori sull'argine, ma il sottopasso è sempre lì a scandire temibilmente l'inizio dell'inesorabile salita. Questa volta la sorpresa è data dal terzetto dell'ATB, Capitan Mariani in testa: Cecilia è a terra distesa, ma il Presidente trova la forza di chiedermi di portare giù lo zaino ("numero 46!").

Iniziano i terribili gradini e le mie gambe decidono di abbandonarmi, quantomeno parzialmente: cammino e corricchio, con l'ausilio della pila frontale, ma la strada per Erve pare il pellegrinaggio per Santiago de Compostela, tra terne che si fermano e tentativi più o meno estemporanei di ripartire: l'anno scorso qui avvenne il sorpasso da parte dei Bocia A, con Max in completo deficit; oggi sono io l'anello debole della catena, ma quantomeno la testa è lucida e le gambe rispondono, in attesa di Pra di Rat, dove potrò sfoderare le doti da alpinista di pianura :)

I personaggi incrociati sulla strada in bilico sopra l'Orrido valgono decisamente la pena, ma i Bocia A tirano dritti verso il cancelletto, giusto per incrociare i nostri tifosi scatenati Alberto Casati e consorte, che invito a moderare il consumo di alcool, suscitando una risata nel gruppo. Arriviamo al traguardo intermedio, ristoro volante (in 3h31'20") e via verso la casa dell'Ambros, dove avviene il cambio di scarpe e indumenti, lanciandoci alla volta di Pra di Rat.

Il nostro angelo custode ci segue fino all'imbocco del sentiero, dandoci appuntamento alla mattina, o meglio, a qualche ora di distanza, prima del ritorno verso la pianura: Clod e Ozzy volano, mentre io arranco, tentando di non perdere le loro tracce. Fortunatamente le mie gambe reggono e in diversi tratti riusciamo a tagliare la folta comitiva che sale, tra crisi altrui ("dai che ormai ci sei") e ingombri a due gambe che non si spostano manco a pagare.
Attacchiamo tutto e tutti, fino a pochi minuti dalla Capanna Monza, quando vengo bloccato da una sventurata podista, che nonostante i richiami della sua capoterna, non mi consente il passaggio. Alla fine, riesco a superarla, solo per trovare (sento già il rumore del generatore) i miei soci ad aspettarmi da 5' e oltre. A nulla valgono le mie scuse, ma l'importante è il traguardo finale, tagliato in 4h48'38" (parziale da Erve in 1h17'19") per la 91a piazza.

Rimaniamo alla Capanna per un'oretta, giusto il tempo di cambiarci, mangiare qualcosina e caricarci gli zaini, incamminandoci poi verso Erve dal sentiero di San Carlo: la fatica è tanta, raddoppiata nel mio caso dallo zaino della terna #46. Secondo alcune stime saranno 40 kg, tanto che Clod mi dà del matto a doverlo portare giù: la mia schiena sarà costretta a dargli ragione.



Nel frattempo Erve ci aspetta, tra le luci della frontale che si spengono e l'alba che sorge: il caffè del Fontanino ci dà nuova linfa, e nel paesino arroccato sopra la Galavesa, si sprecano i commenti con gli altri Bocia, giunti in Capanna a 17' (e quasi 30 posizioni) di distacco. In attesa di un altro arrivo, tra un anno e tante nuove sfide...

Tracciato GPS
Classifica Monza - Resegone 2014

mercoledì 18 giugno 2014

Monza - Resegone: Impressioni prima della partenza

Proprio tu, ma non dovevamo vederci più?

Mancano meno di 100 ore alla mia seconda Monza Resegone: le gambe indolenzite chiedono pietà per i tanti km sin qui percorsi, mentre i ricordi riaffiorano quasi come se non fossero mai andati via. L'anno scorso ero in piazza Roma a Monza, cercando una scusa per non sobbarcarmi l'edizione 2014, quando in maniera del tutto inaspettata mi sono trovato a gareggiare con Maurizio e Massimo.

Quest'anno la terna Bocia si è delineata ben presto, anche se VJ ha dovuto dare forfait a causa della temibile ResegUp: una distorsione alla caviglia l'ha traumaticamente costretto alla defezione, lasciando me e Clod alla ricerca di un sostituto, poi fortunatamente trovato.

Man mano che si avvicina l'Arengario con le sue inesorabili lancette, le emozioni crescono di ritmo: ripercorro il tracciato con tutte le mezze maratone (incluso il personale trevigliese di 1.30), sino all'ultimo lungo nella terra furlana, con la dolce compagni di Elisa, passando per tanti, troppi diecimila di pura sofferenza. Nel mezzo tante facce e tanti luoghi, non ultima la cavalcata serale sul San Primo che mi ha regalato inaspettati incontri sulla via del ritorno.

Alla fine gli ultimi ricordi si mettono a fuoco per bene: sabato, di ritorno da un matrimonio, mi sono tuffato nel giro urbano, a cavallo tra Biassono - Vedano - Monza e Lissone; serata piovosa con tanta gente in giro ad aspettare l'esordio mondiale dell'Italia in terra brasiliana. Nel mentre tanta acqua, qualche incontro casuale (Giacomo Fossati in assistenza ad un amico incidentato), ottimi riscontri cronometrici e la vittoria con l'Inghilterra.

Alla fine ho capito di dovermi riposare: persino il corto di ieri (il famigerato Dosso a Dosso) è stato affrontato stancamente. Le gambe vanno messe in freezer sino a sabato sera, a riscaldarle ci penserà la folla...

giovedì 5 giugno 2014

30.05.2014 - Corsa delle Cascine @ Villasanta e 31.05.2014 - Milanino sotto le stelle @ Cusano M.

Doppio appuntamento sui 10k per questo fine maggio 2014. Tra Villasanta e Milanino è stata una dura scelta, anche se gli eventi in realtà erano diversi (Mezzago, Concorezzo, Bergamo) visto che la stagione si sta ampliando come offerta e condizioni meteo.

Nel mio caso ho optato, già come l'anno scorso, per un 1-2 da stendere un elefante, prendendo questo bis come sorta di allenamento ad alta intensità per la Monza - Resegone, in programma per il 21 pv.
Ora come ora partiamo... ulteriori considerazioni a breve!

Via con il resoconto...

30.05.2014 - Corsa delle Cascine @ Villasanta

Meteo clemente, senza la pioggia preventivata, per questo diecimila in terra brianzola. Da buon munsciasc trapiantato a Biassono non posso esimermi, data l'alta densità di amici, conoscenti e rivali sportivi. Memore dei passati travagli in quel di Monza, mi concentro sul riscaldamento, in compagnia dei Bocia e dei Banditi: le gambe non sono al massimo, in settimana le ripetute sui 2000, 1000 e 500 non hanno dato i frutti sperati, quindi le aspettative sono rivedibili al ribasso. Ciononostante sono qui, ormai in griglia, in compagnia di Lorenzo, Anny, Mongu e il rientrante (per vari motivi) dagli USA Gig. Gli altri Bocia (GG, Chiara, Luca e Brambo) sono davanti, già pronti allo scoppio di pistola.

Bum! Scatto totale del gruppo, che mi costringe ad un primo km in 3'45" (!). Una partenza folle, solo mitigata dal secondo km in 3'54" e dal terzo in 4'06": il tracciato, da ripetersi tre volte, dopo un giro di lancio, esige il suo dazio e io al terzo km perdo di vista la canotta verde di Chiara. Già al 5° km tornano i timori di Monza, quando sento il criceto aggirarsi nella pancia.
Fortunatamente riesco a contenere il problema, e anche se la sprintosa Daniela Gilardi (3a donna, che chiuderà in 40' e spiccioli) fugge, conduco l'andatura di un piccolo gruppo che include Marcella Giana, 4a donna al traguardo e pretendente per il podio. Fortunatamente reggo sino alla fine ad un ritmo decoroso: 4'12", 4'06", 4'11", 4'13" e 4'06" sino agli ultimi chilometri, dove regolo la concorrenza e l'umidità con due non irresistibili 4'12" e 4'11". 

Chiusura in 41'23" (41'18" RT) per l'87° posto (su 246 partecipanti), non male, date le premesse e lo svolgimento. Parlando di classifiche: 5° posto nel gruppo Bocia: 1° l'inarrivabile GG (21° assoluto in 36'43"), 2° St. Ambros (38'22" per il 40° posto), 3° il Brambo (40° in 38'53") e 4a la Chiara (66a classificata e 2a donna in 39'38"), ma davanti all'oriundo Andrea (184° in 46'58"); Tra i Banditi conquisto la medaglia d'argento, a quasi due minuti da Lorenzo (61° in 39'32"), mentre Mongullo (142° con 43'52") regola per il terzo posto il già menzionato Andrea e Annalisa (193a in 47'26").

Alla fine c'è tempo per doccia, pasta party e saluti finali... i Banditi si aggiornano a domani per Milanino sotto le Stelle e a lunedì per la Quatar Pass Adree al Lambar.


31.05.2014 - Milanino Sotto Le Stelle

Archiviata la partita di Villasanta, tesa ma con riscontri discreti, mi avvio verso Milanino. La parte meno nota di Cusano è un piccolo gioiello architettonico, sulle cui peculiarità hanno scritto in molti: un quartiere giardino che ora mantiene una sua connotazione nell'ambito della conurbazione a Nord di Milano.
Questa sera si disputa una dieci km ancora più tesa di Villasanta: giro di lancio e poi doppio giro per Milanino: le numerose possibilità di taglio consentono temponi, tuttavia è mia politica evitare i marciapiedi, salvo casi di stretta necessità.

Dei Bocia sono l'unico presente, mentre per i Banditi sono in compagnia del Mongullo, unico altro pazzoide a tentare l'accoppiata con Villasanta: tra i partecipanti noto anche Simone Procacci, giusto per rimanere in tema di frequentazioni corsaiole; numerosi gli assenti, ma in questo ponte con il 2 giugno, sono tante le gare sui 10 km: oltre a Villasanta, stasera ci sono Mezzago e Bergamo, mentre domani Concorezzo. A seguire tapasciate e ecomaratone.

Il mio riscaldamente è tragicomico, non riuscendo ad allungare come voglio: fortunatamente m'impongo di partire in "progressione", ossia accelerare man mano che le gambe si scaldano, superando i malcapitati, giusto per evitare una condotta di gara come quella di ieri.
Così è: il Mongullo parte a mille, mentre lo recupero dopo qualche centinaio di metri, mi accorgo che le gambe girano bene e che devo frenarmi per evitare di strafare: passo 262° il primo traguardo (1.30 km) in 4'07" di media, mentre al secondo (5.25 km) porto la media generale a 4'06": m'incarto solo al terzo giro, quando percorro gli ultimi 4.75 km a 4'13"/km, passando sul traguardo in 182a piazza con un discreto 41'42" RT (42'03" TA).

Non male per questo raddoppio. Nei prossimi giorni ci saranno solo allenamenti finalizzati alla Monza - Resegone.

Classifica Milanino Sotto le Stelle
Traccia GPS

domenica 1 giugno 2014

17.05.2014 - Monza 10k Chrono



Il primo appuntamento casalingo dell'anno è sempre denso di significato: prima della Monza-Resegone (tra poco più di un mese) e della Mezza di Monza (a metà settembre), il salotto buono della Brianza ospita una serata di corsa, basata su un doppio giro da 5 km con curve e concorrenti affilati a scandire secondi, posizioni e maledizioni assortite.
Cosa potrebbe andare storto, viste la mia indiscussa monzesità, la mia preparazione e la presenza di Elisa? Banalmente, un buonissimo gelato artigianale da Pallino mangiato alle 16 e la tensione pre-gara mi hanno mandato in panico l'intestino, costringendomi ad un'inaspettata sofferenza.

Meglio procedere con ordine: incontro e riscaldamento con tantissimi amici e conoscenti e già visito il bagno mobile; mi schiero in griglia, il GPS non prende e non riesco a non pensare alla sosta post gara. Ma il giro "da paura", com'è? Partenza in Piazza Carducci (presso l'ex Motta), passaggio dietro all'Arengario per poi svoltare su Via Carlo Alberto (salita leggera); freccia a destra in Via Francesco Frisi per sbucare su Via D'Azeglio e rigirare in Via Aliprandi, svolta a dx su via Gerardo dei Tintori, fino a Via Vittorio Emanuele, si tiene la sx e si arriva sino a Via de Gradi, dx e dx ancora in Via Talamoni, per poi sbucare tramite via traverse in Area Cambiaghi, dove con un lungo giro a U, c'è anche una postazione mobile di raffreddamento (sicuramente evitabile). Si gira a U sul Lambro tra Spalto Piodo e Spalto Isolino per poi risalire decisamente verso Piazza Duomo: svolta a sx su Via Italia fino in fondo e poi via Manzoni, tutta e oltre, sul tracciato delle vecchie mura, arrivando all'incrocio con Via dei Mille/Via Dante dove ci si rituffa verso il centro lanciandosi in Piazza Carducci: ultime svolte intorno al Liceo Zucchi e poi si transita dall'arrivo. 

La mia gara è stata da subito travagliata: partenza affollata (un eufemismo) e dopo neanche il 20% (ero al km 1.5) inizio ad avvertire il criceto nel basso ventre: stringo le chiappe e tengo botta, anche se i commenti, fotografici e non, si sono sprecati ("ti ho visto un po' pallido", quello più gentile). Alla fine il risultato, 43'21", è stato da incorniciare (230° su 690), perchè di sti tempi e condizioni tenere i 4'20"/km  è un risultato eroico, alla Dorando Petri. E ora? Scaricata la tensione, si punta a Villasanta e Cusano Milanino, per le 10k di venerdì 30 e sabato 31 rispettivamente.

Anche se, tra allergia e caldo incombente, è tutta un'incognita. In attesa della Regina delle incertezze: la Monza Resegone!

Tracciato Ufficiale (no GPS)
Classifica Monza 10k

10.05.2014 - Saronno Running Day

Certe gare nascono male e proseguono peggio: bisogna essere saggi e raccogliere ciò che arriva, serbandolo come esperienza conquistata a caro prezzo.



La Saronno Running Day normalmente si presta a buoni riscontri: un tracciato veloce q.b. (2 giri da 5 km) che purtroppo rispetto all'edizione 2013 è stato modificato innalzandone il chilometraggio, tanto da non vedere omologato il risultato all'interno di Fidal.it.
Secondariamente ho caricato sin troppo nei due giorni precedenti: nell'ordine si sono succeduti un'escursione notturna sul Cornizzolo a precedere il Vertical dell'8 maggio (salita e discesa con scarpe da passeggio!), una sessione in palestra e gran finale di sabato mattina con 20 km in bici (dopo mesi di astinenza) ad accompagnare i Banditi Anny e Mongullo.
Contro le gambe di legno a poco è valso il mio animus pugnandi: al netto delle deviazioni (500 metri in più alla fine), il crono è stato impietoso, fissando su uno scarso 43'41" la mia condizione fisica. Il mio crono virtuale di 41'39" sarebbe stato comunque poca cosa rispetto alle prestazioni sulla Mezza e almeno superiore di due minuti al potenziale sui 10k, tanto più che la posizione finale (145° su oltre 350 partecipanti) lascia adito a qualche rimpianto.
Ma tant'è, finalmente sono riuscito a conoscere altri podisti di Running Forum (lo StePo su tutti, con i suoi racconti relativi alla MCM) e ho rivisto l'Ale Galbiati (prossimo iscritto di RF) e consorte, con i quali mi sono dato appuntamento al giorno dopo per il Memorial Marco Casati nel Parco.
L'indomani, con gli ultimi 5 km percorsi a 4'30" senza affanni, sono riemersi un po' di rimpianti per la gara di Saronno, anche se l'appuntamento con Monza mi lascia ben sperare.

Tracciato (No GPS)
Classifica Saronno Running Day